Pubblicato da: iprovinciali | 31 ottobre 06

Il tam tam e quelli delle barzellette

Stavolta non ho bucato. Non è stato come sette anni fa, quando quel tipo che abitava a duecento metri da casa mia, nel cuore della notte decise di ammazzare la moglie a bastonate sotto gli occhi del figlio di otto anni. Quella volta non ero al paesello. Nel pomeriggio mi sposai e poi viaggio di nozze. Solo che la notizia finì in nazionale e la mattina seguente i tg ci ricamarono un bel po’, anche perché non c’erano foto, non c’erano immagini. Avrei sentito le sirene dei carabinieri, sarei corsa in strada e che scooppettone!  invece chiamai al giornale. Lavoravo per un’altra testata all’epoca. E Annibale mi rispose: “Ma tu non stai in viaggio di nozze?! e marìtito (marìtito=tuo marito – segue la grammatica latina, tipo mecum, tecum, ecc ecc) che fa? dorme! pienz’ ‘a salute. Proprio vicino a casa tua! Questi so’ segnali, Gabriè!”.

E vabbuò. Invece stavolta, altro paesello, sempre casa mia, dieci metri e io ero appena uscita. Retromarcia su segnalazione e sono lì. Due operai sepolti vivi dalla terra che avevano scavato.

Io adoro i paeselli del sud. Aiello del Sabato (no Leopardi – il Sabato è un fiume) è su una collina, due chilometri più giù c’è un altro paesello, Cesinali. Quattro chilometri più giù ci sono Avellino e Atripalda.

Su, in collina, la prima persona che trovo mi chiede: “Ma ci sono feriti?”. La voce già corre. Sì feriti, ma in due ore li hanno tirati fuori. E allora prendo la strada per tornare al giornale. Prima fermata sul viale di Aiello: “Ma è franato tutto? quanti erano? 4? 5?”. No, due, vivi e la fossa era di un paio di metri.Seconda tappa il tabaccaio: “Ma è vero che è scesa tutta la collinetta?”. No, tre o quattro quintali di terra. Terza tappa a Cesinali, più giù: “Ma ci sono morti, vero?!”. No, un paio di fratture. Non ho proseguito verso Atripalda, per paura che mi dicessero che Aiello era rasa al suolo. Ho tirato dritto verso Avellino. Più si scendeva, peggio stavano i due operai. Ma non mi è ancora chiaro perché mia madre, che abita più su della frana di un centinaio di metri e a valle non scende, mi abbia telefonato disperata: “Ma è vero che stanno franando i palazzi prima di me?”.

Poi ci sarebbero le storie collaterali: l’operaio sepolto dalla vita in giù era disperato. Piangeva a dirotto. Un passante cercava di rincuorarlo: “Non vi preoccupate: cinque minuti e vi tirano fuori. Sentite le sirene, stanno arrivando i vigili del fuoco. Non ci pensate, poteva andare peggio. Ora vi porto un po’ d’acqua…”. Quello si calma, smette di piangere. Poi arriva lui. Scende dall’auto con i lampeggianti blu e una divisa scintillante. E urla al passante: “Viaaaaaaaaaaa ché frana tutto! andate viaaaaaa”. Il povero cristo sepolto dalla vita in giù: “No, non mi lasciate solo. Frana tutto! chiamate i miei figli, fatemeli vedere per l’ultima volta”. E piange e urla a più non posso. E il tipo con la divisa scintillante: “Stia calmo! ha capito? stia calmo! le ho detto di stare calmo!”.

Poi ci sono i fotografi: quelli giornalisti e quelli periti. Quelli periti indossano la pettorina. Hanno la visuale migliore e soprattutto hanno la possibilità di essere inquadrati dagli altri fotografi. Per cui assumono pose incredibili. Veri contursionisti dell’immagine. Magari cazziano anche il fotografo giornalista, che deve tenersi a distanza, che deve stare oltre la linea di nastro bianco e rosso. E scattano, scattano e scattano. Poi si accorgono che stranamente qualcosa non va. Varcano il confine bianco e rosso e avvicinano il fotografo giornalista: “Ma secondo te perché il contatore delle foto non avanza?”. Il fotografo giornalista guarda la macchinetta e sentenzia: “Perché non c’è il rullino”.Mesto mesto il fotografo perito patteggia: “Puoi avvicinarti ora, però non farti vedere…. poi me le mandi le foto?”.

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Responses

  1. …c’è sempre un aspetto divertente nelle tragedie…… non foss’altro per esorcizzarla. (fai progressi in sette anni: piombata sulla notizia; non deve essere piacevole bucare quelle che accadono sotto il portone di casa)

  2. Però una bella foto di Totò stava bene anche qui…

  3. Figurati se la tragedia più grande non la faceva la mamma.
    Quasi quasi le telefono per chiederle se è sopravvissuta!
    🙂

  4. Beh… cosa analoga per un pacco bomba! Chi me la segnalò parlò subito di CINQUE morti. In realtà erano TRE FERITI, nessuno dei quali in pericolo di vita. C’era chi diceva addirittura che ci fosse stata una strage…
    I fotografi dei periti da voi non usano le digitali? Da noi hanno attrezzature che manco il National Geographic!
    Comunque anche le notizie a casa è troppa…. fortuna!

  5. questa è uguale alla storia della frana di Piovarolo che fece fermare il treno al capostazione La Quaglia

  6. Gabriè quoto Lesorja! 🙂

  7. Mi piace essere quotato!

  8. L’importante non è essere quotati, amabile Lesorja, ma “quanto” si è quotati.
    E non essere sospesi per eccesso di quotazione :))

  9. qui si fa insider trading!!

  10. Meglio eccesso di quotazione che nessuna quotazione. E comunque, cara Gabriè, qui mi sa che di insider c’è rimasto ben poco. Qui ormai è tutto outsider, vero mio nobile Conte?

  11. Non lo quotate troppo quello la’ (lesorja) senno’ si monta la testa e non saluta piu’ nessuno! la foto di toto’ pero’ qui ci stava bene davvero!

  12. Ecco, vedete quotato o non quotato Lesorja qua siamo concordi quasi tutti nel vederci bene la foto del Principe.:D

  13. Ma grazie Chiaralì, bella pubblicità! Mi ricorderò di te quando farò la prossima lista di invitati…

  14. Fenomeno che in gergo tecnico passa sotto il nome di “distorsione del segnale”…

  15. Gabriè, ti ho inviato una e-mail. L’hai ricevuta? Spero stavolta non farai come “i 5 minuti” dell’altra volta ; )

  16. Scrivi benissimo! ma… come è finita? Quei poveretti li hanno poi tirati fuori o i fotografi sono ancora lì a cazzeggiare? 🙂

  17. Passavo di qui..un salutino!

  18. Gabriè fussi diventata introversa.
    Come stai, cosa fai, dove vai.
    O pere e puorc è guarito?
    Pasq 😉


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