Pubblicato da: iprovinciali | 13 ottobre 06

Gomorra

Ti assegneranno una scorta, ti diranno che sono tutti con te, che non devi restare da solo e bla, bla, bla… Ma tu la risposta già la conosci. L’hai scritta tra le righe di “Gomorra”. Lo sai bene  che tra i tanti che ti offriranno la loro solidarietà c’è qualcuno di cui non puoi aver fiducia. E’ un capitolo che non hai scritto, in “Gomorra”, ma c’è tempo e sono sicura che lo farai. Spulciando ben bene tra i rapporti della Dda, leggendo tra le pieghe delle carte e ricucendo i fili di quelle inchieste, come neppure tanti distratti Pm sanno fare. E sai anche che la parola ha la sua forza. Anche se nelle pieghe del tuo libro ho letto lo stesso disincanto di tutti quelli che scrivono con passione di camorra, di intrallazzi, della munnezza che ci circonda. Perché chi nasce in terra di camorra è come “il cucciolo del cane da caccia che nasce già con l’odore di lepre nel naso. Contro ogni volontà, dietro la lepre ci corri lo stesso: anche se poi dopo averla raggiunta, puoi lasciarla scappare serrando i canini”. Ellora, Robbè, sai già che quando un re muore, viva il re. Non ci andare sui palchi a gridare. Continua col tuo vespino a girare “neutro” per le piazze dello spaccio, tra le ville holliwoodiane sequestrate, tra i funerali delle vittime. E continua a scrivere le tue lettere dal fronte meridionale. Lascia che gridino gli inviati che hai accompagnato, quelli che girano scortati da una colonna di macchine della polizia e riscono solo a trovare la mezza tacca che per 50 euro racconta alla telecamera, in prima persona, come spacciano, uccidono, comandano gli “altri”, quelli che non li intervisti manco per un milione.

L’anno scorso ci siamo scambiati qualche email; mi hai accennato del progetto Sud Reporter. Spero diventi qualcosa di concreto.  Intanto ai miei dieci affezionati lettori un consiglio: leggete “Gomorra”, rileggetelo, poi passatelo, prestatelo, regalatelo, ricompratelo e rileggetelo ancora. Tra vent’anni non sarà storia, ma ancora presente.

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Responses

  1. We, We gabriella se scetata.
    Affezzionati mo.
    gabriè come stai.
    Volimmo verè o gesso!
    Volimmo verè o gesso!
    Sinò c’assettammo cà
    al comune sentono la tua mancanza
    Ma gianluca galasso non so rompe mai o pere stà sempe là.
    Scherzo o voglio bene

  2. Già letto il libro. E anche passato. Spero però che prima o poi quegli argomenti diventino solo materiale da letteratura e non più cronaca di giornali…

  3. tu ordini ed io obbedisco: ieri ho comprato il libro ed ho iniziato a leggerlo.

  4. Saviano è uno con due palle così.. a parte l’eufemismo Gomorra non è solo un caso letterario è un libro che farà epoca..Creare 10 100 1000 Saviano, e concordo sul tam tam sulla lettura del suo libro.

  5. rimando… rimando… ma prima o poi lo leggerò!!!

  6. Evvabbene! Promesso che lo compro, lo leggo, e se mi piace lo propagando.

  7. ho letto un bell’articolo sull’Espresso, questa settimana. Lo compro. Ma qualcuno di voi conosce Antonella Cilento?

  8. Anche Marrazzo aveva scritto libri sul male oscuro di questa regione, in un periodo non certo tranquillo.
    Anche lui aveva ricevuto minacce e subito attentati.
    Lo stesso Siani.
    Gli anni passano quegli uomini non ci sono più oltre un libro o qualche scritto inedito.
    La camorra ha cambiato nome nelle pagine di Saviano, ma è sempre lì.
    Noi commentiamo qualcosa che solo un libro riesce a sconfiggere.
    ma fuori ci sono le sofferenze, le privazioni di una società che subisce oltre alla camorra l’inerzia delle istituzioni che certo nel loro operare non danno il buon esempio e ciò che succede nella nostra città è quanto dire.
    Ciao gabriè
    guarisci presto

  9. Ma se lascio un commento… poi posso scendere sotto Pomezia senza scorta o me la sto’ rischiando anche personalmente?

    Grande, grandi, cahpeau!!!

  10. chapeau (vabbè s’era capito).

  11. Io intanto, per non sapere nè leggere nè scrivere, il commento lo lascio sotto falso nome, poi si vedrà.
    Intanto sono andato di corsa a comprare il libro, poi ti dirò le mie impressioni.

  12. Cosa penso io Raffaele Abbate
    Ti do la mia opinione sulla vicenda Saviano senza ipocrisia buonista e con il mio nome e cognome , come ho fatto sempre e da sempre. Non amo nascondermi e quello che ho da dire lo dico sempre a viso aperto.
    Ho ricevuto per E mail un invito ed un appello:“Sosteniamo Saviano, diciamo NO alla Camorra” .
    Ho riflettuto prima di rispondere e faccio una prima considerazione: da questo appello ne discende logicamente che chi non sottoscrive l’appello e non sostiene Saviano è per la camorra.

    E questo cari amici promotori di appelli , scusatemi non mi sta bene.
    Ricordate tanti anni fa cosa disse Sciascia sui professionisti dell’antimafia ( é ben vero che lui parlava di magistrati , che facevano il loro mestiere ed io su ciò che disse Sciascia non fui d’accordo a suo tempo).
    Ma ora voglio ragionare lucidamente.
    Firmare un appello è facile ed uno si mette in pace con la propria coscienza di cittadino.
    Mi domando se è utile, se è efficace.
    E mi viene ancora voglia di chiedere, se tutta questa pressione mediatica sollevata da Saviano o da qualcuno a lui vicino, sia la strada giusta per combattere la camorra , se darà risultati efficaci o piuttosto sia un modalità “guappesca” o solo di scena per di cercare di risolvere i problemi.
    Insomma ti mostro i muscoli , so chiù omme e te.
    Non credo che tutto questo aiuti ma serve solo a mettere chi adotta questi comportamenti (Saviano) sotto i riflettori e spingere qualche balordo che vuole mettersi in mostra ed acquisire benevolenza con i suoi boss a punire lo spaccone …
    E davanti a questo pericolo reale come è giusto che sia le autorità devono a adottare le previste azioni di protezione.
    Io credo piuttosto che la camorra non si combatte facendo “il guappo” , ma con l’impegno quotidiano di rispetto della legge. Mi pongo una domanda da più fastidio alla camorra un poliziotto che fa il suo dovere in silenzio e senza riflettori e grancasse, un giornalista che scrive i suoi articoli di cronaca e di inchiesta seria e non romanzata (voglio ricordare Siani che fu ammazzato senza preavviso) , un sindacalista che ogni giorno si batte contro il caporalato e per il rispetto della legge (voglio ricordare Del Prete anche lui ammazzato senza preavviso).
    O un che fa l’eroe, l’eroe pubblicizzato …

    Ed ora mi domando ancora , forse troppa cattiveria quando uscirà il II libro.

    Credo che contro la camorra servono molto di più 10 impiegati dell’ispettorato del lavoro che fanno il loro dovere, stanando il lavoratori in nero o le badanti ricattate , piuttosto che 10 fiaccolate con sceneggiate sui palchi.

    Non vorrei che qualcuno dicesse che sono per la camorra …perchè nel mio lavoro mi sono sempre battuto contro l’illegalità, contro i cantieri abusivi , contro lo sfruttamento dei lavoratori in nero, contro le truffe di vari genere , senza clamori e grancasse, senza inteviste sui giornali e senza chmarare le telecamere ma con risultati molto efficaci. Infatti quando sono andato in pensione c’è stato qualcuno che ha tirato un sospiro di sollievo…

    Mi spiace che un giovane come Savaino corra rischi inutili forse per seguire i consigli dei suoi addetti al marketing della casa editrice.
    Ma un conto è la lotta alla camorra ed un conto la promozione di un libro…
    Sia ben chiaro l’ isolamento e le minacce son da condannare senza riserve come è giusto dare protezione.
    Scusami la prolissità ma dovevo chiarire esattamente il mio pensiero.

    Anche dire la propria opinione sempre e comunque è un modo di combattere la camorra ma al momento giusto, nella maniera giusta e nelle giuste sedi.

    Per concludere voglio fare un esempio forse sciocco.
    Siamo in guerra contro la camorra e se si è in guerra vi sembra un modo corretto e responsabile salire sul bordo della trincea ed esporre il petto alle pallottole del nemico …
    Chi fa questo sarà anche un eroe ma gli eroi morti non servono a nulla .

  13. Caro Raffaele, io condivido tante delle cose che hai scritto. Alcune in modo particolare. E l’appello non l’ho firmato e non lo firmerò. Io mi sono limitata a invitare chi conosco a leggere e rileggere il libro di Saviano, perché è uno dei pochi testi scritti bene, completi e appassionati sulla camorra campana. Un compendio serio e ragionato su tanti fatti che sono rimasti scollegati e che hanno una trama forte e unica a sostegno. Ti consiglio di leggerlo e leggendolo capirai che lo stesso Saviano sa benissimo che in prima fila nelle fiaccolate anticamorra ci sono sghignazzanti affiliati che si compiacciono di quello che fanno. Lo dice, apertamente. E il fatto che lo scriva ti fa capire perché Saviano non si è fatto minimamente vivo per ringraziare a proposito di questo tam tam mediatico. Semplicemente perché ha scritto sull’Espresso di essere minacciato, ha rilasciato un’intervista a Tg1 e stop! non ha chiesto fiaccolate, raccolte di firme e altre cialtronerie. Perché chi conosce la camorra sa benissimo che prima o poi esce il fesso di turno che per farsi bello fa quello che altri hanno solo minacciato. Siani non fu ucciso senza preavviso, ma quella è la storia più infame del grande “Mattino”. Era un giovane, piccolo, insignificante collaboratore abusivo pagato a pezzo. Eppoi non c’era internet all’epoca.
    Quando dici che servirebbero dieci ispettori del lavoro, dieci poliziotti a fare bene il loro lavoro hai ragione. Ma non basta. Leggi Gomorra e capirai anche perché: quello è solo un piccolo, primo livello che non intacca i livelli superiori.
    Quando sento la solita solfa (la camorra, la mafia proliferano in una situazione economica disagiata, dove non c’è cultura e non c’è lavoro), rido amaramente. Siete completamente fuori pista. La camorra prospera perché è un sistema che funziona come un orologio svizzero, con regole certe e assolute, valide per tutti, a tutti i livelli; dove esistono risposte certe e in tempi rapidi. Per contro hai un sistema fragile, con regole incerte e capace di dare risposte labili in tempi infiniti. Non c’è scelta da fare. Non esiste alternativa.

  14. Io l’ho letto Gomorra, prima dell’estate e l’ho passato a mio figlio che lo ha finito anche lui e adesso lo passo a un amico. Come dicevo sul mio blog è bene che lo leggano quante piu’ persone possibile, certi meccanismi si devono conoscere. Anche io sono d’accordo con quello che dice Raffaele, soprattutto quando parla di inutili eroismi, ma anche la grancassa mediatica, anche l’intervento di Eco va bene, se serve a pubblicizzare un libro come questo.
    E’ un libro coraggioso, analitico, che cuce assieme tante cose che sappiamo ma di cui sfuggiva il nesso.
    Neanche io ho firmato appelli, non ci credo piu’ agli appelli e alle fiaccolate.

  15. Gabriella vedi conosco bene i meccanismi che presiedono le attività della Camorra , so bene che è una holding con regole determinate e non ci azzeccano nulla le chiacchiere sulla “fatica ” che non ci sta.
    Le nostre regole, quelle dello stato, come tu dici, sono saltuarie, inderminate, precarie e “pensa a salute e chi to fà fa’. Una via di uscita ci deve essere non può essere che non c’è …se no la via di uscita sarebbe fuimacenne e non è il caso, poi sono troppo vecchio per ricominciare da un’altra parte.
    Dico che c’è una via di uscita : banale e semplice tanti piccoli ometti che fanno il loro dovere normalmente …
    Insomma un luogo normale , senza comparielli, senza amici degli amici…sono retorico.
    Forse ma mi ricordo le parole di mio padre : rispetta le regole , sempre.
    Faceva il capostazione ed ha vissuto durante il fascismo.
    Non era un eroe ma rispettava il regolamento e per farlo rispettare anche a qualche camicia nera si da Napoli fu trasferito dal 1928 al 1937 nove anni di servizio ad Ogliastro del Cilento che all’epoca non era un ameno luogo di vacanza ma una zona malarica.
    Ed il 1950 si pigliava ancora il chinino.
    Leggerò il libro

  16. A proposito di Gomorra… vi segnalo un mio articolo su Il Barbiere della Sera

    http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16262


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